Il ripensamento

fiume

Photo By Teddy Kelley (unsplash.com)

Alla fine ha deciso: ha abbandonato l’abbraccio caldo delle coperte per inseguire il pensiero da notte fonda. Mentre elenca passi rapidi  lungo i portici di via Po, svelta nel sistemare un piede dopo l’altro con la ferma volontà di raggiungere presto il fiume, non bada alla propria immagine riflessa nelle vetrine. Del resto non le importa più dell’apparenza: fra poco non sarà più immagine, più riflesso, più niente. Sarà solo fredda statua di marmo e poi fango e alimento per pesci.
La sua è una fuga dal ripensamento che si cela dietro ogni ostacolo sulla sua strada. Anche per questo ha scelto la notte: è perfetta per via dei semafori lampeggianti che invitano ad attraversare e non intralciano mai con un rosso, ad esempio all’angolo con via San Massimo. Già altre volte un rallentamento, o l’obbligo di fermarsi del tutto, ha permesso al ripensamento di raggiungerla.
Anche quando sarà sul ponte, pensa, dovrà fare presto. Un’esitazione nel momento in cui dovrà alzare la gamba per scavalcare la balaustra potrebbe rovinare tutto. Immagina il ripensamento che l’agguanta per il polpaccio, la contrazione elettrica del muscolo, la consapevolezza che  dal momento in cui avrà compiuto il gesto non potrà mai più provare la sofferenza, ma neppure il suo contrario. Vuole essere già solo anima, non più corpo. La percezione fisica del dolore l’atterrisce, le impedisce di saltare. E allora accelera ancora il passo e vede già la collina e il disco azzurro della Gran Madre, ma abbassa lo sguardo per non pensare più alla concretezza di questa realtà di roccia e di granito.
Il ponte è deserto. Scavalca e si sporge dal bordo rimanendo aggrappata alla balaustra. Il ripensamento è in affanno dall’altro lato della strada e il fiume nero l’aspetta là sotto. Percepisce lo scorrere tumultuoso delle acque e ne indovina la direzione dal nitore della schiuma che scivola via in un rapida. Chiude gli occhi, deve ignorare il respiro affannoso del ripensamento che sta attraversando la strada, e abbandonarsi al salto nel vuoto; li riapre per contemplare il letto che l’accoglierà per sempre nelle sue lenzuola di tenebra e riflessi bianchi di spuma. E se ne accorge: le acque hanno invertito il proprio corso, stanno risalendo il dislivello della rapida infrangendo la legge di gravitazione universale. Confusa, si chiede come sia possibile che il fiume abbia preso a scorrere dalla foce alla sorgente. Un rumore la desta: un’automobile ha svoltato sul ponte e lo sta percorrendo a marcia indietro. D’istinto si accuccia dietro alla balaustra: teme che il guidatore l’abbia notata e stia tornando indietro per impedirle di saltare, e invece l’automobile prosegue oltre con la sua andatura da gambero. Quello potrebbe essere un matto, pensa, ma il fiume… Il fiume è lì: le sue acque nere stanno ancora ingannando la gravità. Non è più lo stesso fiume in cui voleva buttarsi. E allora lei capisce che anche questa volta il ripensamento l’ha imbrogliata con uno dei suoi giochetti da prestigiatore. Realizza di aver perso il momento, il coraggio di lasciarsi andare. Oppure ha trovato la forza d’animo per non lasciarsi vincere dal pensiero da notte fonda. Non lo sa con certezza, ci penserà tornando verso casa. Ma ripercorrendo i portici di via Po, vede passare un’altra automobile in retromarcia, e poi un’altra ancora, e incrocia un’anima insonne che la ignora continuando a camminare all’indietro. Allora dice: adesso basta caro ripensamento, mi pare che tu stia giocando un po’ troppo stanotte, ho già deciso che non mi butto, non c’è bisogno che mi perseguiti ancora. Poi per essere certa che sia tutto in ordine nel mondo, corre verso il civico ventiquattro: si è ricordata di un negozio di orologi, le basterà guardare le lancette in vetrina per capire. Ma le lancette stanno percorrendo i quadranti degli orologi al contrario. E allontanandosi dalla vetrina, comprende dal riflesso che questa volta il ripensamento è arrivato troppo tardi.

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2 pensieri su “Il ripensamento

  1. solo lei non può più tornare indietro.
    racconto minuzioso nell’urbanistica (non avevo mai visto la GranMadre come un disco azzurro, ma l’effetto di notte può essere questo) e metafisico nel contenuto (il ripensamento che attraversa la strada in affanno per fermarla).
    piaciuto
    ml

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