Può un giovane di ieri parlare a un giovane d’oggi?

  Una fotografia, ancora una volta una fotografia. Morelli l’aveva ben impressa nelle rètine quell’immagine di due giovani innamorati uniti in un abbraccio senza tempo. Una fotografia, pensò Morelli, un istante muto imprigionato dalle pareti di un rettangolo che taglia e rifila la realtà. Ma è proprio così?, si chiese, è proprio vero che una fotografia è un istante muto? No, si disse, le fotografie non sono mute: le fotografie raccontano storie che vanno oltre i limiti imposti dalla loro geometria. Parlano a chi le sa ascoltare, pensò, le fotografie parlano a chi è pronto ad accogliere il loro messaggio: sono letteratura per immagine. E quella fotografia di due giovani innamorati degli anni Venti, una fotografia che già faceva intendere un grande amore, a guardarla bene raccontava qualcosa di più.
Morelli pensò che la fotografia da sola non bastava senza ciò che conosceva dei soggetti. Senza quelle informazioni i due sarebbero stati solo due giovani innamorati degli anni Venti. Proprio perché lui sapeva, in quella fotografia non vedeva soltanto l’amore. Quella fotografia gli diceva che la vita è passione, che la vita è combattere per le proprie idee. Ogni volta che andava a riguardarla, gli sembrava che le figure possedessero la forza per evadere dal rettangolo di carta e imporsi alla realtà. E allora quei due giovani iniziavano a muoversi, a sciogliere l’abbraccio e guardarsi attorno, a scoprire con i loro occhi il mondo nuovo – il mondo che per loro sarebbe stato un lontano futuro. Morelli poteva vederli mentre facevano qualche passo, incuriositi da tutte quelle luci e quelle macchine e quelle persone che erano persone come loro, anche se vestite in maniera buffa. Morelli li poteva vedere: Piero e Ada, due giovani che guardandosi attorno faticavano a riconoscere il loro mondo dalle apparenze di questo. E così Morelli poteva vedere Piero che correva verso un’edicola, sempre tenendo stretto a sé Ada, e poteva vederlo tirare fuori dalle tasche una banconota antica. Morelli poteva vedere l’edicolante che esaminava quella banconota vecchia e stropicciata, fuori corso da quasi un secolo; poteva vedere la comparsa dello stupore, e poi della malizia sul volto del commerciante nel momento in cui realizzava che la banconota da sola valeva molto di più del quotidiano che stava dando al giovane Piero. Morelli poteva vedere Piero e Ada assorti nel leggere il giornale assieme, poi intenti a discutere sulla pagina politica e infine consapevoli che, al di là delle apparenze, il mondo non era poi così cambiato dai loro tempi: c’era ancora spazio per le battaglie politiche e culturali di un giovane.

Gobetti_Ada

Questo breve racconto è stato ispirato dalla lettura del romanzo “Mandami tanta vita” di Paolo Di Paolo, Feltrinelli, 2013.

  

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2 pensieri su “Può un giovane di ieri parlare a un giovane d’oggi?

  1. al di là della figura storica (Piero Gobetti?) mi affascina l’aspetto onirico di muovere le due figure antiche nel mondo odierno e il concreto risvolto filosofico che fa da chiusa: i valori di un carattere saldo emergerebbero anche in un contesto diverso, traslato nel tempo.
    ml

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